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MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

 

DURATA
Il trattamento ha una durata
di 180 minuti.
RICOVERO

Day Hospital – 

Non necessario
RECUPERO
10 / 15 giorni per riprendere tutte le attività (escluso lo sport).

Mastoplastica riduttiva

La mastoplastica riduttiva riguarda la riduzione mammaria e consiste in una diminuzione e armonizzazione nella misura e forma delle mammelle grandi e sproporzionate.

L’intervento di riduzione mammaria, o mastoplastica riduttiva, riduce il volume delle mammelle mediante la rimozione di grasso, tessuto mammario e pelle, rendendole più piccole, tonde e tese. Oltre a questo, si può ridurre la misura dell’areola per avere un seno con migliori proporzioni.

 Le donne con grandi mammelle (ipertrofia mammaria o gigantomastia) possono presentare problemi legati all’eccesso di peso dei seni tali come male alla schiena e collo, irritazione della cute sotto le mammelle e problemi respiratori. Inoltre, si possono presentare disagi psicologici a mostrarsi in pubblico o a spogliarsi.

 Le donne che si sottopongono a una riduzione mammaria di solito accettano velocemente la loro nuova anatomia e subito si abituano alla nuova dimensione corporea. La facilità per vestirsi e fare sport, la riduzione dei fastidi alla colonna e altri tanti vantaggi aiutano alla veloce accettazione della nuova immagine.

 

Chi può sottoporsi a questo intervento?

La redazione mammaria si realizza di solito per risolvere un problema fisico e non tanto per motivi estetici. Tante donne che si sottopongono a questo intervento sono preoccupate per l’eccessivo volume del loro seno che interferisce in tante attività della vita quotidiana e crea disturbi fisici. Nella maggioranza dei casi si deve aspettare che i seni si siano sviluppati completamente, ma si potrebbe realizzare prima nel caso in cui i sintomi e i fastidi fossero molto intensi. Questa procedura non è consigliata sulle donne che abbiano in prospettiva una gravidanza. Durante la prima visita il chirurgo valuterà la misura delle mammelle, l’elasticità della cute e lo stato di salute della paziente. Verrà eseguita una visita senologica e richiesti degli esami come mammografia o ecografia mammaria.

 

 

 

 

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    In cosa consiste l'intervento?

    Esistono diverse tecniche, ma generalmente le incisioni sono a forma di T invertita o di “ancora”, e se ne realizzano una intorno all’areola, una nella linea verticale fino arrivare al solco mammario e un’altra orizzontale nel solco mammario. Attraverso queste incisioni si accede alla ghiandola mammaria e si effettua una rimozione della cute in eccesso, del grasso della propria ghiandola; il complesso areola-capezzolo verrà riposizionato nel punto corretto di massima proiezione e a volte la rimozione dei tessuti viene abbinata a una liposuzione del seno. Nella maggior parte dei casi l’areola si mantiene collegata ai vasi sanguini e ai suoi nervi mantenendo così la sensibilità normale o quasi normale. Nei casi in cui la mammella fosse esageratamente grande sarà necessario staccare il complesso areola-capezzolo e reimpiantarlo nella sua nuova posizione, in questi casi si perde la sensibilità e contrattilità del capezzolo. Alla fine dell’intervento verranno inseriti dei piccoli drenaggi per raccogliere possibili ematomi o liquido e si medicherà la paziente con una fascia elasto-compressiva a corsetto.

    Durata, tipo di anestesia e ricovero?

    L’intervento di riduzione del seno ha una durata che va da due a quattro ore, si realizza sotto anestesia generale e di solito necessita di ricovero di almeno ventiquattro ore.

    Ripresa dopo l'intervento?

    Dopo l’intervento è normale sentirsi leggermente stanca per qualche giorno, ma passate le prime ventiquattro – quarantotto ore la paziente potrà tornare alla vita normale. I fastidi e dolori che si possono sentire sono facilmente controllati con la terapia antidolorifica che verrà prescritta. La medicazione realizzata in sala operatoria sarà tolta dopo ventiquattro – quarantotto ore e subito dopo la paziente dovrà indossare un reggiseno di tipo sportivo senza ferretti, compressivo, che porterà giorno e notte per almeno quindici giorni. I drenaggi saranno tolti in base alla quantità del liquido drenato, di solito possono essere tolti dopo due o tre giorni dall’intervento, ma a volte risulta necessario lasciarli in sede per almeno cinque o sei giorni. Appena i drenaggi vengono tolti, si realizza una medicazione con cerotti impermeabili che permettono alla paziente di fare la doccia. Le suture utilizzate di solito sono riassorbibili, quindi non c’è bisogno di rimuovere i punti.  È possibile la comparsa di lividi e gonfiore postoperatorio, durante le prime due settimane i capezzoli tenderanno a essere più sensibili, si possono arrossare ed essere più caldi e può succedere anche una perdita di sensibilità che può durare uno o due mesi, nella maggior parte dei casi questo disturbo si risolve in maniera spontanea.

    Risultati?

    Si deve ricordare che, dopo una riduzione del seno, le cicatrici inizialmente sono importanti e permanenti, ma con il tempo si ridurranno e si assottiglieranno. Il risultato definitivo si ottiene dopo tre – sei mesi dall’intervento e si deve tenere conto che le mammelle cambieranno sotto gli stimoli ormonali, gravidanze e cambiamenti di peso.

    Rischi dell'intervento?

    La chirurgia di riduzione mammaria è una tecnica sicura, ma come in tutte le chirurgie possono presentarsi complicanze e rischi. La mastoplastica riduttiva lascia delle cicatrici permanenti e visibili che potranno essere nascoste con il reggiseno o con il bikini. I problemi di guarigione sono molto più frequenti nei soggetti che fumano. In alcuni casi le cicatrici diventano grosse e si allargano, rendendone necessaria una revisione che si realizza sotto anestesia locale e non prima di sei mesi dopo l’intervento. Qualche paziente può sperimentare una perdita di sensibilità parziale o totale del capezzolo. Una complicanza poco frequente, ma possibile, è la perdita, parziale o totale, dell’areola dovuta alla mancanza di flusso sanguineo, complicanza che si presenta più frequentemente nei fumatori.  La chirurgia può causare l’impossibilità ad allattare.

    Consigli dopo l'intervento?

    Dopo la prima settimana si consiglia di effettuare massaggi linfodrenanti che aiuteranno a risolvere l’infiammazione e per riprendersi dopo l’intervento. La cura delle cicatrici è di grande importanza affinché, dopo sei mesi dall’intervento, la paziente si trovi un seno con pochi segni.

    Domande frequenti?

    – A che età ci si può sottoporre all’intervento di riduzione del seno?

    Il problema delle mammelle troppo grandi può colpire donne molto giovani o adolescenti, si chiama gigantomastia giovanile, o ipertrofia giovanile delle mammelle. La mastoplastica riduttiva può essere eseguita quando la donna ha terminato il suo sviluppo fisico e ha una maturità adeguata a comprendere le conseguenze dell’intervento, tanto positive quanto negative. L’aiuto dell’endocrinologo è fondamentale per valutare lo stato ormonale della paziente, il supporto familiare, come in tutte le patologie è importante.

    – È possibile l’allattamento dopo l’intervento?

    Dipenderà da dove sono stati spostati i complessi areola-capezzolo, più grande è la riduzione e lo spostamento delle strutture ghiandolari, e soprattutto del capezzolo, più difficile sarà la possibilità di allattare in futuro.

    – Di quanto si può ridurre la mammella?

    La mammella si può ridurre di quanto si ha bisogno, ma durante la visita medica si deciderà qual è la misura più armonica alla conformazione fisica della paziente, tenendo conto della larghezza delle scapole e del torace.

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